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Una panoramica sulla situazione delle fiere internazionali

La pandemia da Coronavirus ha rivoluzionato il mondo produttivo a livello globale con conseguenze nelle relazioni commerciali. Per meglio comprendere l’evoluzione in atto, abbiamo dato uno sguardo ai mercati extraeuropei e alla situazione delle fiere internazionali organizzate all’estero.

A guidarci in questo percorso strategico per l’export è stata Marinella Croci di GO LITE, attiva nella promozione in Italia di fiere B2B che si svolgono nei Paesi Emergenti o in forte crescita. Marinella è anche giornalista freelance per varie testate della stampa specializzata (“Display Italia”, “Plast Design”, “L’Industriale”, “Packaging Observer”) nonché titolare di GO LITE Coworking a Castelletto sopra Ticino, in provincia di Novara, dove mette a disposizione spazi attrezzati e condivisi, ideali per organizzare uffici on demand e smart working con le caratteristiche di flessibilità e di convenienza che il mondo del lavoro oggi richiede.

Nelle sue molteplici attività Marinella promuove fiere che si svolgono nei cosiddetti mercati emergenti, al di fuori dei confini europei, in particolare in Asia, Africa e Brasile. Dalla sua diretta esperienza abbiamo la testimonianza di quanto la pandemia abbia influito sul manifatturiero.

«Mi sono resa conto della serietà dell’emergenza sanitaria già a fine gennaio, quando veniva annunciata la “sospensione” di una fiera che promuovo in Cina, allora in calendario a marzo e poi posticipata a data da definirsi. Successivamente la fiera è stata cancellata e posticipata al 2021. A cascata, la stessa cosa è successa a gran parte degli eventi fieristici in tutto il mondo. Era una situazione del tutto nuova da affrontare e comunicare, che mi ha portato ad aiutare gli espositori a muoversi nella giusta direzione per non perdere caparre e importi versati. La mia attività principale è diventata la gestione delle cancellazioni e la ricerca di soluzioni decorose per espositori e visitatori.

Ancora oggi viviamo nell’estrema incertezza: l’emergenza sanitaria è stata prorogata in diversi Paesi (in Italia fino al 15 ottobre), rendendo difficile la partecipazione a fiere italiane e soprattutto estere, visto che attualmente sono sospesi i voli diretti nei Paesi extra UE. Si possono acquistare biglietti con scali intermedi in Europa o in Medio Oriente, ma occorre sempre verificare i regolamenti vigenti per l’ingresso nei Paesi di destinazione qualche giorno prima della partenza. Attenzione anche all’acquisto del biglietto aereo: sono rimborsabili solamente nel caso in cui i voli siano cancellati dalle compagnie aeree mentre in caso di ripensamento o problemi personali occorre che il biglietto acquistato preveda questa possibilità a priori. A questo scenario si aggiungono le restrizioni imposte da alcuni Paesi, come la Tailandia che richiedeva l’obbligo di stipulare assicurazioni con massimali alti in modo da garantire il rimpatrio agli stranieri che dovessero contrarre la malattia, e l’obbligo di quarantena sia in ingresso nel Paese di destinazione sia al rientro in Italia. La situazione è piuttosto fluida per cui è consigliabile acquistare il biglietto aereo in prossimità della data di partenza e verificare regolamenti e obblighi imposti dai rispettivi Paesi consultando i siti governativi ufficiali. Sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, per esempio, i Paesi o le aree geografiche sono suddivisi in sei classi con differenti limitazioni per il rientro in Italia: i Paesi UE, Schengen, UK rientrano nella categoria B (compilare dichiarazione al rientro), Bulgaria e Romania nella categoria C (dichiarazione, quarantena, divieto uso mezzi pubblici dall’aeroporto), Australia, Canada, Giappone, Corea, Tailandia nella categoria D (medesimi obblighi della categoria C), Brasile, Kuwait, Oman, Perù, Serbia nella categoria F (ingresso in Italia solo per cittadini UE ante 16 luglio 2020 e previa obblighi categoria C).
I regolamenti vengono continuamente modificati e la situazione internazionale deve essere monitorata costantemente».

Mentre in Africa, in America Latina e negli Stati Uniti l’emergenza sanitaria è ancora molto grave, in Asia alcune fiere sono state posticipate o cancellate non tanto per il rischio di contagio ma perché gli organizzatori temevano una minore affluenza di visitatori internazionali. Un rischio certamente attuale anche per le fiere tuttora in calendario in Italia nel 2020: possibilità remota, in considerazione dell’attuale scenario internazionale. In Asia, ad oggi, è invece confermato un discreto numero di fiere previste da settembre a fine anno.
In questo contesto si vanno affermando le fiere virtuali, che si svolgono su piattaforme predisposte per gli incontri e organizzate dalle medesime segreterie e con il medesimo impegno e professionalità delle fiere fisiche. Marinella Croci sconsiglia quelle di tipo ibrido, che prevedono la partecipazione diretta solo per gli espositori locali o per le imprese che hanno distributori nel territorio e collegamenti virtuali o in videoconferenza per gli espositori esteri non rappresentati localmente.

«Questa modalità ibrida, introdotta per alcune fiere, penalizza chi non partecipa personalmente creando disparità tra chi presenzia lo stand ed espone i propri prodotti interagendo con i potenziali acquirenti e gli espositori con stand vuoti anche se dotati di dispositivi interattivi per i collegamenti virtuali tra visitatori e imprese. Inoltre gli italiani, meno digitalizzati ma estremamente creativi e affabili rispetto ad altri concorrenti europei, non apprezzano questa alternativa “formale” e preferiscono il rapporto diretto con i clienti, basato sull’interazione personale.
Molto più interessanti sono invece le fiere completamente virtuali, in cui tutti gli espositori possono partecipare solo attraverso collegamenti digitali interattivi, come quelle degli organizzatori fieristici indiani che promuovo in Africa, Asia e Medio Oriente. Sono proposte in affiancamento agli eventi fieristici tradizionali quale soluzione temporanea per presidiare un Paese o un’area geografica con accesso limitato assicurando la medesima visibilità a tutti gli espositori. Inoltre il costo è estremamente contenuto e alla portata di tutti.
Insomma, un’opportunità da cogliere al volo, in attesa che si riprendano gli appuntamenti fieristici consueti, che consentirebbe di non sprecare le potenzialità del mercato anche in questo periodo di crisi pandemica.
Tra l’altro in questo periodo è stato possibile partecipare a bandi nazionali post Covid per l’internazionalizzazione con contributi a fondo perduto per la partecipazione a fiere virtuali oltre che per la realizzazione, revisione e traduzione di brochure, video e siti aziendali in più lingue».

Un invito a non sprecare tempo in un periodo storico come quello attuale, in cui la partecipazione alle fiere tradizionali è limitata, e non perdere le opportunità di rinnovamento rispetto ai concorrenti internazionali, agguerritissimi e tecnologicamente avanzati.

Per informazioni aggiornate, restate collegati con noi e con Marinella Croci sul suo sito o su LinkedIn: potrete così sapere dove è possibile partecipare a nuove fiere in totale sicurezza. E se volete organizzare un evento internazionale, contattateci: vi aiuteremo ad allestire i vostri stand per rilanciare il vostro business a livello globale!

 

Marinella Croci giornalistaMarinella Croci, titolare di GO LITE Coworking e giornalista freelance

Una delle ultime fiere che si è svolta in Cina nel novembre del 2019: la Greater Bay Area Industrial di Shenzhen, fiera internazionale delle macchine per plastica, packaging e stampi.Una delle ultime fiere che si è svolta in Cina nel novembre del 2019: la Greater Bay Area Industrial di Shenzhen, fiera internazionale delle macchine per plastica, packaging e stampi.